Sotto l’azzurro fitto
del cielo
qualche uccello di mare se ne va

né sosta mai
perché tutte le immagini portano scritto

“più in là!”




.

"Io dichiaro la mia indipendenza. Io reclamo il mio diritto a scegliere tra tutti gli strumenti che l'universo offre e non permetterò che si dica che alcuni di questi strumenti sono logori solo perché sono già stati usati"

Gilbert Keith Chesterton



24 luglio 2012

03 luglio 2012

A morte. Però non offendiamoli.

 Ascoltiamo cosa dice.



Poi avviene la magia...

ROMA - "Il posseduto dal diavolo ha le movenze, il portamento simile a un down". Parole pronunciate da monsignor Andrea Gemma, esperto di esorcismi, durante la trasmissione Vade retro, andata in onda il 9 giugno scorso su TV 2000, il canale di proprietà della Conferenza episcopale italiana. Un paragone che ha irritato un gruppo di 52 genitori di ragazzi affetti dalla sindrome, che hanno deciso di scrivere una lettera di protesta a Repubblica: "E' un pregiudizio sbagliato, il parlare senza sapere, il voler a ogni costo giudicare (giudicare? no, sul serio, giudicare chi e quando?) senza conoscere. Esigiamo le scuse del vescovo".

Repubblica
è stata contattata telefonicamente da David Murgia, il conduttore della trasmissione: "Non sono il portavoce di Monsignor Gemma, ma sicuramente posso dire che non c’è stato alcun accostamento e paragone tra indemoniati e persone down". "È chiaro che, da questo programma e da questa emittente non c'è mai stato nessun pregiudizio. Abbiamo sempre dedicato ampio spazio al mondo della disabilità".

La lettera. "Dopo aver ascoltato le parole di monsignor Andrea Gemma, siamo molto amareggiati - hanno scritto i genitori - I nostri figli, pur avendo questa condizione genetica che comporta dei ritardi cognitivi, non sono simili a degli indemoniati. (non mi pare che nessuno abbia mai fatto questo paragone, infatti) Sono ragazzi che riescono a raggiungere dei grandi risultati se sostenuti al meglio. Non è possibile definirli come persone che non capiscono". Poi arriva l'accusa, pesantissima, nei confronti degli ecclesiastici: "Sono troppe le discriminazioni che arrivano dal clero verso le disabilità. Un rappresentante della Chiesa non può e non dovrebbe permettersi di apparire in tv e rilasciare certe dichiarazioni" (e infatti NON le ha fatte).

La richiesta di scuse. "Non possiamo accettare che queste affermazioni vengano espresse dal paladino dei più deboli: come genitori chiediamo le scuse dal vescovo", continuano. "E non provate a smentirci con 'non ci siamo capiti, avete frainteso'. Sapete che non è così, cercate di non offendere la nostra intelligenza e la nostra sensibilità di genitori. (intelligenza qui se ne vede poca, la comprensione del testo è un obiettio da raggiungersi alle scuole medie) Consigliamo a Monsignor Gemma di passare un po' del suo prezioso tempo con ragazzi disabili per conoscerli e confrontarsi con loro".

L'infelice similitudine pronunciata dall'alto prelato era stata notata anche da Sergio Silvestre, coordinatore nazionale dell'associazione CoorDown. L'uomo aveva denunciato il fatto, contattando via mail il programma Vade retro : "Monsignor Andrea Gemma ha illustrato la condizione fisica di una persona posseduta dal diavolo, paragonandola a un ''down'', come se tutte le persone con la SdD si comportassero con gesti inconsulti". Secca la risposta del conduttore: è solo un frainteindimento. "Il prelato, in buona fede, ha voluto solo sottolineare il cambiamento dell'individuo prima e dopo il rito esorcistico. Ha semplicemente evidenziato che la persona da esorcizzare non aveva la stessa forza fisica che ha invece dimostrato di avere durante l'esorcismo".

La spiegazione del conduttore. Murgia, conduttore del programma, telefonando in redazione, ha fornito la sua versione di fatti: "È noto che quando si parla del diavolo, questo ci mette lo zampino. E lo zampino questa volta è aver voluto estrapolare poco più di un minuto da un programma che ne dura 42. Come conduttore di Vade Retro per Tv2000, ogni settimana diamo voce agli invisibili ovvero a quelli che parte della scienza giudica matti e non hanno voce e volto".

"Nella puntata del 9 giugno, Monsignor Gemma ha parlato del cambiamento feroce di una persona nel momento in cui viene sottoposta al rito esorcistico. Il prelato ha voluto raccontare il caso di un ragazzo con evidenti disabilità che nel corso dell'esorcizzazione è diventato un vero e proprio boxeur", ha detto Murgia. "Una trasformazione tipica di tutte le possessioni diaboliche che comporta un'anomala forza brutale negli atteggiamenti e nelle movenze non tipiche, in genere, dei normodotati". "Ma questo non vuol dire paragonare gli indemoniati ai down", ha precisato il conduttore. "Per noi di Tv2000 le persone affette da sindrome di Down sono prima di tutto nostri fratelli e non certo indemoniati".

La patologia. La sindrome di Down è causata da un'anomalia dei cromosomi non sessuali. Il nome deriva da John Langdon Down che ha scoperto e descritto la malattia nel 1866. Per le persone che ne soffrono comporta situazioni diverse di rallentamento dello sviluppo, specie linguistico e psicomotorio. Tuttavia, questo non pregiudica la possibilità del soggetto di integrarsi e vivere insieme agli altri.


E tutti a scandalizzarsi per una cosa che non è mai stata detta.

Quando poi...
Le parole sono arrivate quasi inaspettate, alla conclusione di un servizio tv alla scorsa Domenica In sulla sua storia: “Meno male che sono nata nel ’72, altrimenti chissà che fine avrei fatto per l’amniocentesi…”. Cristina è una suora laica dell’Ordo Virginium, passa periodi in missione in Africa. E’ nata con sindrome di Down.
Si può ignorare questa frase. Si può banalizzarla. Ma anche si può, e si dovrebbe, riflettere. Cercando di non farsi influenzare da ideologie, politica e religioni. O anche da meri dati statistici.
Le parole di Cristina Acquistapace mi hanno colpito, in particolare perché giunte da chi vive una condizione di oggettiva debolezza in ambito sociale. E fatto pensare. Riflessioni e domande che vorrei condividere.
Arrivano poche settimane dopo la prima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down voluta dall’Onu e la diffusione anche in Italia di una notizia data mesi fa dal quotidiano danese Berlingske, secondo la quale in Danimarca, seguendo l’attuale andamento di riduzione percentuale di nati con sindrome di Down, nel 2030 questa sindrome sarà scomparsa. Chiaramente non perché si sia arrivati a correggere l’anomalia cromosomica, ma solo perché, conosciuta la presenza di Trisomia 21 attraverso la diagnosi prenatale, le gravidanze vengono interrotte. Cosa che avviene anche riguardo a patologie o disabilità più o meno gravi.
L’aspettativa e la speranza quando si aspetta un figlio è quella che sia sano e che possa avere una vita il più felice possibile. Non si tratta, e non è questo l’ambito, di mettere in discussione leggi e diritti acquisiti, la possibilità di aborto e ancora meno quella della diagnosi prenatale. Viene da chiedersi quale debba essere l’uso e il fine. La diagnosi prima della nascita può aiutare a correggere eventuali anomalie, a preparare la famiglia ad accogliere un figlio con problemi fisici o intellettivi, a mettere la donna nella condizione di poter scegliere se continuare la gravidanza di fronte a un grave pericolo per la sua salute fisica o psichica. La diminuzione costante di nascite di persone con sindrome di Down e di altre alterazioni cromosomiche o patologie di diversi tipi può far pensare a una deriva eugenetica? Una selezione delle persone certamente non imposta in maniera autoritaria, ma che alla fine ci si accorge avvenga? Ritorna una domanda che nasce da lontano: quale vita è indegna di essere vissuta?
Una riflessione sulla disabilità e su una società che prepari ad accogliere non smette di essere attuale, partendo in questo caso dalle parole di una donna con sindrome di Down che si pone domande sulla sua condizione: che fine avrei fatto?


Oppure...


Abstract

Objectives To describe trends in the numbers of Down’s syndrome live births and antenatal diagnoses in England and Wales from 1989 to 2008.
Design and setting The National Down Syndrome Cytogenetic Register holds details of 26488 antenatal and postnatal diagnoses of Down’s syndrome made by all cytogenetic laboratories in England and Wales since 1989.
Interventions Antenatal screening, diagnosis, and subsequent termination of Down’s syndrome pregnancies.
Main outcome measures The number of live births with Down’s syndrome.
Results Despite the number of births in 1989/90 being similar to that in 2007/8, antenatal and postnatal diagnoses of Down’s syndrome increased by 71% (from 1075 in 1989/90 to 1843 in 2007/8). However, numbers of live births with Down’s syndrome fell by 1% (752 to 743; 1.10 to 1.08 per 1000 births) because of antenatal screening and subsequent terminations. In the absence of such screening, numbers of live births with Down’s syndrome would have increased by 48% (from 959 to 1422), since couples are starting families at an older age. Among mothers aged 37 years and older, a consistent 70% of affected pregnancies were diagnosed antenatally. In younger mothers, the proportions of pregnancies diagnosed antenatally increased from 3% to 43% owing to improvements in the availability and sensitivity of screening tests.
Conclusions Since 1989, expansion of and improvements in antenatal screening have offset an increase in Down’s syndrome resulting from rising maternal age. The proportion of antenatal diagnoses has increased most strikingly in younger women, whereas that in older women has stayed relatively constant. This trend suggests that, even with future improvements in screening, a large number of births with Down’s syndrome are still likely, and that monitoring of the numbers of babies born with Down’s syndrome is essential to ensure adequate provision for their needs.

Oppure..


La Danimarca ha annunciato che entro il 2030 raggiungerà l’obiettivo di diventare uno Stato «Down Syndrome free». È stato infatti premiato Niels Uldbjerg, professore danese di ginecologia, che ha progettato l’eliminazione di feti difettosi. Il quotidiano Avvenire il 5 gennaio scorso aveva dato la notizia della spinta in avanti del governo danese, che già nel 2004 aveva stabilito come un diritto l’eliminazione dei “difettosi” rendendo per questo gratuito il ricorso alla diagnosi prenatale.
Secondo il quotidiano danese Berlingske, infatti, proprio grazie al perfezionamento della diagnosi prenatale entro il 2030 la sindrome sarà scomparsa. Uno studio pubblicato nel 2011 dimostra che nel 2004 è nato il 61 per cento di bambini in meno con la Sindrome di Down rispetto agli anni precedenti e dal 2005 i casi di neonati colpiti dalla malattia genetica sono scesi del 13 per cento ogni anno. Si stima quindi che entro il 2030 non ci sarà più nessun bambino Down.



Ma in fondo lo sapevamo, dei down interessa poco a nessuno.
Lo scopo vero dell'articolo è far vedere quanto è cattiva e brutta la Chiesa.
Mentendo.

I down vanno bene se sono figli di altri, se non sono io a curarli.
Se li incroci una volta ogni tanto che sono tanto carini e teneri e un po' buffi.

Se però capita a me abortisco, ovvio, ti sembro scemo/a?



02 luglio 2012

Ha senso?



Italia-Spagna, sventolava bandiera con la svastica e inneggiava al Duce: arrestato 


Fonte

Quando poi si vedono cose del genere, uno si chiede se forse non sia ora di considerare vittime di regime anche tutti i morti russi, ucraini, polacchi, bioelorussi, ungheresi, cechi sterminati sotto il simbolo presente sulle bandiere qui sotto.

Solo perchè non sono italiani o ebrei non vuol dire che non siano stati perseguitati.
O solo perchè il regime non era di destra non vuol dire che non fosse regime.



Philosophers, psychologists, doctors, writers could have observed in our camps more than in anywhere else in all the versatility and in full details the specific process of narrowing of man's mental and intellectual horizon, decline of a man to the level of an animal and his process of dying alive*.
Aleksandr Solzhenitsyn


Chissà come mai i più densi libri del '900 russo si intrecciano con storie di abusi, torture, censure, deportazioni ed esecuzioni.


Se ci vogliamo appellare alla storia, appelliamoci a tutta la storia, non a "brani scelti".
Scelti da noi, secondo quanto ci conviene.



* non fa un po' ilpaio con "se questo è un uomo"? Terribilmente simili nei fatti, terribilmente diversi nella memoria. Non è giusto.

26 giugno 2012

Violenza inaudita e attacchi violenti.

QUARTUCCIU -Cagliari VIOLENZA INaudita

Era entrato con l'auto in un megastore
Temendo il peggio gli massacrano l'auto

I vigilantes lo accerchiano e attaccano l'auto con un estintore. E quando arriva la volante lo porta al reparto di psichiatria

All'inizio sembra incredibile. Talmente irreale da sembrare uno spot, il trailer di un film sulla violenza urbana. Il fatto avviene a Quartucciu, in provincia di Cagliari, al centro Commerciale Le Vele. Un gruppo di addetti alla vigilanza accerchia un'auto entrata come se niente fosse nel centro commerciale. Un signore tranquillo esce da un negozio di telefonia. Ed entra nell'auto. Probabilmente la sua. A quel punto scatta la «follia» dei vigilantes che prima accerchiano l'auto con due panche in legno. E poi cominciano a battere sull'auto con una violenza inaudita. Urla il proprietario dell'auto. Urlano i vigilantes che picchiano sul parabrezza con un estintore. Che, ovviamente, rompe il vetro. Fine della scena. Con il signore tranquillo prima a terra. E poi su una panchina che, buono, buono, aspetta. La polizia è arrivata poco dopo con una volante, su cui ha fatto salire il proprietario dell'auto. Per accompagnarlo al reparto di psichiatria dell’ospedale di Is Mirrionis. L’auto è stata sequestrata.

I FATTI - «I fatti non sono quelli che sembrano», dice Marcello Manca direttore delle Vele. «Quel signore sembrava tranquillo ma giovedì scorso aveva ripetuto la stessa scena: lo avevano trovato all'interno dell'aerea portuale di Elas. Sempre con l'auto». L'autista è un trentenne dipendente tecnico di una azienda sanitaria del cagliaritano. «La vigilanza aveva cercato di tenerlo sotto controllo», racconta ancora Manca. Usando una violenza esagerata? Non bastava chiamare il caro attrezzi? «Aveva l'aria normale, non era agitato ma si capiva che qualcosa non andava. I vigilantes, prima della scena poi ripresa nel video, avevano cercato di mediare, di farlo ragionare. Ma lui era riuscito e eluderli e ficcarsi nella sua auto». Appunto sembra un signore tranquillo nella sua auto. «Ha avviato il motore e chiuso le sicure. Non eravamo in grado di prevedere cosa avrebbe fatto. Temendo il peggio e che partisse in velocità nel centro, abbiamo preferito le maniere brusche. Ma tutto si è concluso non appena s'è rotto il vetro e abbiamo tolto le chiavi dal cruscotto. Questo era l'obiettivo».

Redazione Online



 Questo articolo ridicolo, totalemnte estraniato dalla realtà ci da la misura di quanto la redazione del corriere abbia letteralmente perso la bussola.
Non sa più dare il giusto valore ai vari diritti dei vari soggetti, non ha la minimia idea di dove siano il buonsenso e la giustizia, è sprofondata in una spirale scandalistica che lo porta ad urlare al massacro e alla violenza praticamente a caso, rendendo di fatto prive di signficato queste parole.

Un altro esempio?
Mi ero ripromesso di far finta di nulla ma la stortura nella scala dei valori del corriere(e non solo) è totale e sistematica.


LA VIGILIA - Minacciose offese alla vigilia del Gay Pride di Roma. Nel giorno della grande festa di piazza che vorrebbe insegnare la tolleranza e la pacifica convivenza con chi è diverso, le frange estreme degli oltranzisti cattolici hanno alzato la voce contro gli omosessuali. Militanti del movimento Militia Christi, hanno affisso venerdì notte alcuni manifesti in via Cavour, nella Capitale, lungo il percorso del corteo gay. «No al Gay Pride» recitano i manifesti su cui campeggia una fotografia di papa Wojtyla; «No a Roma capitale dell'orgoglio omosessuale», ribadiscono altre locandine.


[...]

AGGRESSIONI OMOFOBE - L'attacco violento di Militia Christi arriva nel giorno della festa e a meno di 12 ore dalla manifestazione tenutasi venerdì sera in piazza Farnese per dire basta alle aggressioni omofobe. «Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società - hanno commentato gli oltranzisti cattolici -, sono un modello nefasto per i giovani oltre ad essere deleterie verso chi sente dentro di sé tendenze omosessuali».

Redazione Roma Online 



 Fermiamoci a riflettere sulle parole utilizzate in questi due articoli, che non mi stupirei scoprire essere scritti dalla medesima persona.

 Primo articolo:

QUARTUCCIU -Cagliari VIOLENZA INaudita 
(O tentativo di immobilizzare un folle?)
  Era entrato con l'auto in un megastore (perchè secondo loro è normale questo) Temendo il peggio gli massacrano l'auto(vedremo dopo che non è affatto vero, ma si sa che i titolisti...) I vigilantes lo accerchiano e attaccano l'auto con un estintore. 
E quando arriva la volante lo porta al reparto di psichiatria(non perchè fosse realmente necessario, solo per uno sfizio dei violenti vigilantes, solo per aggingere violenza alla violenza...)
 
All'inizio sembra incredibile. Talmente irreale da sembrare uno spot, il trailer di un film sulla violenza urbana.(perbacco, ma la cosa irreale non è il tizio in auto che scorrazza dentro un edificio dove le auto non possono entrare?) Il fatto avviene a Quartucciu, in provincia di Cagliari, al centro Commerciale Le Vele. Un gruppo di addetti alla vigilanza accerchia(inizia qui a dare connotati negativi agli "aggressori" che accerchiano, come lupi feroci, come banditi...) un'auto entrata come se niente fosse(ecco, è questo l'irreale, è questa la stortura, è questo il fatto violento sbagliato) nel centro commerciale. Un signore tranquillo(notate l'uso degli aggettivi, verrà ripetuto fino alla nausea "tranquillo" come se l'agire con pacatezza autorizzasse ogni comportamento. Il giornalista ha già iniziato a difendere l'unico criminale) esce da un negozio di telefonia. Ed entra nell'auto.(falso, dal video si vede che prima di entrare viene fermato dai vigilantes che giustamente cercano di impedirgli di salire sull'auto a parole. Il tizo quindi quantomento è stato avvertito che non era il caso di ripartire... decide liberamente di ignorare il divieto ed eludendo i vigilantes riesce a salire in macchina) Probabilmente la sua(come probabilmente? ha le chiavi, la avvia... come fa ad avere dubbi su questa cosa e non, per esempio, su altre?). A quel punto scatta la «follia»(follia. Già da un giudizio netto, senza possibilità di redenzione o di altra lettura) dei vigilantes che prima accerchiano l'auto con due panche in legno. E poi cominciano a battere sull'auto con una violenza inaudita(ci risiamo. Tralasciando la sintassi, ma vedete come scrive? cosa scrive? inaudita se hai vissuto su Marte fino ad un minuto prima. Inaudita se sei sordo e cieco. Di inaudito c'è ben altro.  Le violenze di Assad in Siria come dovrebbero essere in questa scala di valori?). Urla il proprietario dell'auto. Urlano i vigilantes che picchiano sul parabrezza con un estintore. Che, ovviamente, rompe il vetro(ovviamente. Come se fosse ovvio solo al giornalista. In effetti l'unico motivo dell'utilizzo dell'estintore era appunto rompere il finestrino per poter raggiungere le chiavi e sottrarle ao proprietario(probabilmente...) della macchina). Fine della scena(fine della minaccia). Con il signore tranquillo prima a terra. E poi su una panchina che, buono, buono, aspetta. La polizia è arrivata poco dopo con una volante, su cui ha fatto salire il proprietario dell'auto. Per accompagnarlo al reparto di psichiatria dell’ospedale di Is Mirrionis. L’auto è stata sequestrata. (solo io trovo l'utilizzo nevrotico della punteggiatura fastidioso e irritante? Non è mica Mc Carthy)
I FATTI - «I fatti non sono quelli che sembrano», dice Marcello Manca direttore delle Vele. «Quel signore sembrava tranquillo ma giovedì scorso aveva ripetuto la stessa scena: lo avevano trovato all'interno dell'aerea portuale di Elas. Sempre con l'auto». L'autista è un trentenne dipendente tecnico di una azienda sanitaria del cagliaritano. «La vigilanza aveva cercato di tenerlo sotto controllo», racconta ancora Manca. Usando una violenza esagerata? Non bastava chiamare il caro attrezzi?(di inaudito c'è solo la voglia di chi scrive di fare disinformazione. Qui uno dei responsabili sta spiegando i fatti, le motivazioni che hanno spinto ad agire in un determinato modo e il giornalista che fa? ironizza e fa il saarcastico. Come se non avesse bisogno di ascoltare...) «Aveva l'aria normale, non era agitato ma si capiva che qualcosa non andava. I vigilantes, prima della scena poi ripresa nel video, avevano cercato di mediare, di farlo ragionare. Ma lui era riuscito e eluderli e ficcarsi nella sua auto». Appunto sembra un signore tranquillo nella sua auto.(sbalorditivo. Continua a ripetere che è tranquillo, come se fosse la cosa rilevante della situazione. Forse gli è sfuggito che è stato immobilizzato non perchè ha schiamazzato o fatto altro, ma perchè è entrato con un autovettura in un edificio dove la stessa non poteva circolare, mettendo in pericolo le vite dei presenti. Ma veramente il giornalista non ha capito di cosa si stava parlando?) «Ha avviato il motore e chiuso le sicure. Non eravamo in grado di prevedere cosa avrebbe fatto. Temendo il peggio e che partisse in velocità nel centro, abbiamo preferito le maniere brusche. Ma tutto si è concluso non appena s'è rotto il vetro e abbiamo tolto le chiavi dal cruscotto. Questo era l'obiettivo». (mi pare che il gionalista avesse tutti gli elementi per capire. O è tonto, o è da radiare)

Redazione Online (nemmeno si firma il coniglio)


Secondo articolo:


LA VIGILIA - Minacciose offese(se si riferisce ai manifesti no, nessuna minaccia, nessuna offesa. solo una frase al massimo non condivisibile o stupida) alla vigilia del Gay Pride di Roma. Nel giorno della grande festa di piazza che vorrebbe insegnare la tolleranza(infatti talmente tollerante che gli unici manifesti con scritto qualcosa di non condiviso sono stati... vabbè... mi viene in mente un "ama i tuoi nemici" o un "sopporta i molesti" o altre cose così,  un po' demodè. Tollerare solo chi la pensa come te è l'esatto opposto dell tolleranza, se è questa che vogliono insengare(sto divagando, scusate, concentriamoci solo sulle parole usate, pardon)) e la pacifica convivenza con chi è diverso, le frange estreme degli oltranzisti cattolici(non conosco Militia Christi ma qui ne viene data una descrizione un attimo di parte) hanno alzato la voce(hanno espresso la loro opinione e si sono fermati li, senza andare oltre) contro gli omosessuali(gay pride = omosessuali? Ne siamo sicuri? Tutti gli omosessuali condividono i metodi e le dinamiche del gay pride? Non mi pare proprio, ma guai a dirlo.). Militanti del movimento Militia Christi, hanno affisso venerdì notte alcuni manifesti in via Cavour(quindi niente violenzae o urla scomposte. Solo affisso), nella Capitale, lungo il percorso del corteo gay. «No al Gay Pride» recitano i manifesti su cui campeggia una fotografia di papa Wojtyla(fotografia usata perchè la frase citata è proprio di GPII.); «No a Roma capitale dell'orgoglio omosessuale», ribadiscono altre locandine.

AGGRESSIONI OMOFOBE - L'attacco violento di Militia Christi(quale attacco violento? Se per caso uno di Militia avesse colpito con una spranga un gay che aggettivi sarebbero stati usati? Se le parole hanno ancora un senso, non si può dire che questo sia un attacco e neppure che sia violento) arriva nel giorno della festa(eccerto, sono tutti gai di la) e a meno di 12 ore dalla manifestazione tenutasi venerdì sera in piazza Farnese per dire basta alle aggressioni omofobe. «Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società - hanno commentato gli oltranzisti cattolici -, sono un modello nefasto per i giovani oltre ad essere deleterie verso chi sente dentro di sé tendenze omosessuali».

Redazione Roma Online 


Stessa dinamica.
Stessa confusione in testa.
Stessi giochetti che non fanno onore al corriere.

Poi uno legge i commenti, basta una pagina, e non può che restare basito.













25 giugno 2012

Adesso ti spiego...

Si stava facendo la Colletta Alimentare, non quella un po' più famosa del "banco", una colletta in piccolo, per le esigenze estive della nostra caritas parrocchiale.
Modalità identiche però.

Consegna di volantino e sacchetto all'ingresso del supermercato e stoccaggio dei generi in scatoloni già suddivisi per tipo.

Non sono mai stato particolarmente fortunato, ho sempre beccato il fenomeno di turno che mi spiegava quanto fosse sbagliato quello che stavo facendo, etc..

Non Sabato.

È tardi, la colletta non è stata particolarmente proficua ma sono fuori da una cooperativa piccolina e non troppo frequentata, ci si annoia e già si pensa alla pizza a casa.
Arriva una signora, giovane, discretamente carina, che spinge la carrozzina con due pargoli, uno dentro e uno appeso dietro.
Prende il foglio, ci guarda, entra non molto convinta.
Quando esce, dopo poco, consegna un sacchetto, si allontana di qualche passo, poi prende il figlio maggiore per un braccio, lo sistema sulla pedana della carrozzina e si china verso di lui.
<adesso ti spiego perchè lo abbiamo fatto...>

Solo per questa scena, solo per questa mamma che sa fare la mamma, ne è valsa la pena.



È vero, il bene va anche spiegato.





21 giugno 2012

Il senso del ridicolo.

Certa gente è manchevole proprio di questa caratteristica.
E non sarebbe un grosso problema, in fondo, nella vita.
Al massimo qualche figuraccia con gli amici che però, appunto, sono amici, e sopportano e fanno finta di nulla.

Se però sei uno scrittore, o ti reputi tale, e editi un libro, beh, allora le cose cominciano a farsi problematiche. Per te.

Spostiamoci un attimo e voliamo alla Feltrinelli di Monza.
Spesso mi capita di andarci a fare un giro, quando il 321 mi passa sotto il naso e la corsa successiva è dopo 30 minuti. Purtroppo mi succede abbastanza spesso, così che abbastanza spesso mi capita di passeggiare tra gli scaffali di quella libreria.

Ci sono autori presenti ovunque, in almeno 4 sezioni diverse, altri mancano del tutto, ci sono pippe cosmiche che occupano interi ripiani e vuoti pazzeschi da altre parti. Non mi piace la Feltrinelli, in generale.

Capita, girovagando nella stanzetta dedicata alla sigh! "scienza" di trovare vere e proprie perle che non perdo occasione di sfogliare.

Ho visto molti libri interessanti, altri delle cagate pazzesche ma vi giuro, uno come questo mai.

"IL LIBRO SEGRETO DEI PAPI"

Che già il titolo è tutto un programma.

Sotto il titolo campeggia: "200,000 coie vendute"
Ammazzete che segreto 'sti papetti!
"dello stesso autore de "il libro che il vostro parroco non vuole che leggiate"(o qualcosa di drammaticamente simile)"

Soprassiedo e spinto da un malsano impulso coprofilo lo apro e scorro l'indice...
Non sia mai.
Cavoli, affronta davvero tematiche importanti, Donna e Chiesa.
Wow.
5 pagine massimo, un solo argomento, sacerdozio femminiles.

Partiamo bene.

Chiesa e Scienza, credo sia il capitolo successivo.
Idice dei libri.
Abolito nel 1966, ecco alcuni dei libri, etc...
Harry Potter. Giuro.
E poi una lista di 20 titoli alcuni improbabilissimi.
Avatar, mi pare. Ho rimosso il resto, troppo traumatico.

Però a questo punto vi starete chiedendo se non sia una presa per il sedere, è palese', mi sto inventando tutto per cercare di buttar fango su questo libro.

No, no, guardate ancora, tutto tutto vero...

1) Mentre affronta la Crisi della Chiesa, inevitabile e dietro l'angolo,  Chiesa ormai prossima all'estinzione ( se, te piacerebbe) e ci spiega nel dettaglio tutti i motivi di questo definitivo fallimento ecco l'elenco di ex Cattolici, quello che ci darà il coraggio di fare anche noi questo passo, che ci farà capire come tutte le menti vive e lucide di oggi stanno abbandonando questa dottrin oscurantista e chiusa...
Si, proprio loro, Sara Palin,  Calvino, Kevin Rudd, Edir Macedo(addirittura lui!!), Alberto Cutir, Marcelo Crivella, Lutero, Dorothy Lucey.
Insomma, proprio tutti, non manca davvero nessuno, tutti i convertiti che contano, da Calvino ad oggi.
Che elenco da fare accapponare la pelle.
(suppongo che chiunque con una ricerca di 15 minuti possa compilare un elenco decisamente più corposo e di spessore, mah...)


2) Incredibili le fonti, quando presenti.
Già perchè un buon 70% del libro è senza una fonte, e in fondo lo capisco perchè quando la mette...
Blogger Anonimo. Nientepopodimeno che Blogger Anonimo.
Mica pizza e fichi, aho', qua siamo scrittori rampanti.

O, altra fonte citata dal libro, Wikipedia.

Sul serio.

3) Per non parlare delle pratiche segrete dell'Opus Dei.
Naturalmente trafugate dal Sito ufficale dell'Opus Dei.


4) Poteva poi mancare l'elenco degli eretici?
Anche qui i nomi si sprecano. Camus, Twain, Einstein, Katherine Hepburn, Darwin...Isaac Asimov, ecco...
Ovviamente poteva esserci la fonte? Nah, troppo semplice senno.


E va avanti così per tutte e 200-300 pagine.
Ci trovate davvero tutti i cavalli di battaglia dell'anticlericale emancipato. Solo in formato barzelletta con pretesa di verità.
Una serie di cazzate una dopo l'altra. Qualche fonte autorevole, più o meno, c'è.
Ma sinceramente, da uno che cita un Blogger anonimo e Wikipedia come fonti uniche di interi paragrafi, io, personalmente, non mi farei dire nemmeno la ricetta della pasta al burro.

E se davvero ha venduto 200.000 copie... Orrore.



http://books.google.it/books?id=_yz23eVWx2QC&printsec=frontcover&dq=il+libro+segreto+dei+papi&hl=it&sa=X&ei=2lfiT5fYI8HctAao-YVw&ved=0CDsQ6AEwAA#v=onepage&q=il%20libro%20segreto%20dei%20papi&f=false




Ma la gente quando stuferà di farsi pigliare per il culo da individui come questo?

Il cervello è vostro. Ma a loro interessa solo il vostro portafogli.




Non compratelo, in definitiva. Ma se vi capita sfogliatelo.

Ah, quasi dimenticavo:

«Un libro sugli aspetti più contraddittori delle credenze religiose. Proprio quelli dai quali le gerarchie delle Chiese cercano, per ovvie ragioni, di distogliere l’attenzione dei fedeli.»
Corrado Augias

«La controstoria delle religioni sbanca… Un libro dove sono messe in discussione mistificazioni, credenze e dogmi.»
Il Venerdì di Repubblica

«È subito bestseller il saggio che contesta alle radici la religione cristiana dei divulgatori americani.»
L’Unità

20 giugno 2012

Una scemata ogni tanto.


Profezie da videogame: "Futuro? Un incubo"
E il giocatore bloccato chiede aiuto alla Rete

Gioca da 10 anni a Civilization, ma ora Lycerius si rivolge al web per salvare il mondo: nel 3991 ci saranno tre superpotenze in guerra eterna tra loro, carestie e repressioni. Uno scenario da 1984, elaborato da uno dei più famosi giochi di simulazione. Si cerca una soluzione, ma c'è chi scherza: "Forse Orwell aveva una copia del gioco..."

NELL'ANNO 3991 - racconta la profezia di Lycerius -  il pianeta sarà immerso in un "infernale incubo di sofferenza e devastazione". Le uniche tre superpotenze rimaste (Celtania, New Vikingland e America) si fronteggeranno in una guerra che durerà da oltre 1700 anni. Circa il 90% della popolazione mondiale morirà in seguito agli attacchi nucleari o per le carestie causate dal riscaldamento globale. Tutto questo mentre un uomo solo, ostinatamente, proseguirà nel suo tentativo di ristabilire la pace nel mondo. E non riuscendoci, si rivolgerà all'unica superpotenza in grado di aiutarlo: il popolo di Internet.

Lycerius non è un profeta latino, come il nome potrebbe suggerire. È solo
un utente di Reddit  che, qualche giorno fa, ha raccontato in Rete la sua lunga esperienza virtuale in Civilization II, un videogioco di strategia in grado di simulare le dinamiche socio-politiche di un pianeta virtuale.

Una partita lunga dieci anni, iniziata nel 2002, nella quale Lycerius ha seguito l'evoluzione del proprio personale pianeta dall'inizio della civiltà fino all'anno 3991. Per scoprire che, se lasciato ai calcoli di un simulatore, il mondo

è destinato inaspettatamente a replicare lo scenario descritto da George Orwell in 1984.

"Gli unici governi rimasti - scrive Lycerius - sono due teocrazie e la mia nazione, uno stato comunista. Volevo mantenere la democrazia, ma il Senato continuava a votare contro le mie decisioni quando sceglievo di dichiarare guerra prima dei Vichinghi". Questo, spiega lui, gli impediva di programmare una guerra preventiva, necessaria per soggiogare una superpotenza che da secoli lo attaccava con armi nucleari non rispettando nessun trattato di pace. "Ora, tuttavia, la mia gente mi odia, e periodicamente si scatenano rivolte nel cuore del mio impero che sono costretto a reprimere". Da qui, la richiesta al popolo di Internet: come mettere fine alla "Guerra eterna"?

"Dimentica di poter fermare la guerra" è ad oggi la risposta più votata su Reddit, seguita da una strategia in quattro mosse: schiera le truppe al confine per forzare uno stallo militare, converti lo stato al fondamentalismo per guadagnare consenso interno, ricostruisci alcune città chiave e bonifica il terreno circostante, avvia un programma di spionaggio per anticipare le mosse del nemico.

Nel frattempo, la comunità online si è già attivata in massa, chiedendo a Lycerius di condividere il suo salvataggio di gioco, per permettere a chiunque di sperimentare nuove soluzioni. Proprio perché oggi, potenza di Internet, il mondo si salva in "crowdsourcing".

Ma per molti, oltre l'enigma socio-politico, il mondo futuribile di Civilization è risultato affascinante per un altro motivo: la sua accidentale somiglianza alle previsioni di Orwell. "Alcuni paralleli con 1984 che ho in mente  -  scrive un altro utente di Reddit - tre superpotenze, un governo 'comunista' all'apice dell'evoluzione tecnologica, rivolte interne represse dal governo totalitario, un conflitto nucleare che rende incoltivabili le terre". E ancora: una guerra infinita, continui voltafaccia tra le potenze, un leader dittatoriale che prende da solo le decisioni di una nazione.

Da qui, la domanda: può un simulatore programmato nel 1996 prevedere la reale evoluzione del nostro pianeta? E in ogni caso, è significativo che questa decennale partita a Civilization abbia ripiegato verso la distopica profezia orwelliana? "A quanto pare - ipotizza con un colpo di teatro un commentatore - George Orwell era un viaggiatore del tempo, e ha trascorso i suoi giorni nel futuro a giocare a Civ II".

Qualsiasi sia la risposta, se la divinazione di Lycerius è esatta c'è comunque ancora tempo. La guerra eterna, cari amici Maya, inizia intorno all'anno 2250.  

(14 giugno 2012)


E' una notizia del cavolo, ma da super fan della serie di Sid Meier non potevo non gongolare nel notare che qualcuno si ricorda ancora del miglior gioco di sempre.

In ogni caso stima per questo uomo che per 10 anni ha giocato alla stessa partita a CivII.
Io mi fermo a qualche mese, credo non più di 10.





19 giugno 2012

Catrame.


La denuncia delle associazioni animaliste
Randagio lasciato morire in un fusto di catrame Agonia sotto il sole.
Molte segnalazioni, ma nessuno interviene.
L'on. Brambilla: «Chi ha sbagliato paghi»

Un cane randagio cade in una trappola mortale, un fusto di catrame. I cittadini se ne accorgono e segnalano il fatto a chi di dovere, nessuno interviene: «Dov’erano le istituzioni? Perché nessuno è intervenuto in soccorso di quella creatura?» si chiede la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente commentando quanto accaduto sabato scorso a Reggio Calabria, nella frazione di Sambatello. Probabilmente nella serata di venerdì, il povero animale di taglia media, saltando da un muretto era caduto all'interno del bidone pieno di catrame. GUAITI - La bestiola, non riuscendo a liberarsi, ha iniziato a guaire e abbaiare. Secondo la testimonianza di alcuni cittadini sono state numerose le telefonate rivolte alle autorità, forze dell’ordine e Asl, che non hanno avuto risposta. Solo l’insistenza dei presenti ha fatto si che, dopo diverso tempo, un veterinario dell’Asp si recasse sul posto. Una volta giunto si è però limitato a verificare l’assenza del microchip e, verificato che si trattava di un cane randagio, non ha messo in salvo l’animale, tra lo stupore dei presenti, che hanno però deciso di raccontare l’episodio. «Colpisce la sostanziale indifferenza – si legge nella nota della Federazione alla quale aderiscono le associazioni animaliste Enpa, Lav, Lega del Cane, Leidaa, Oipa, Chiliamacisegua - con cui le autorità preposte dalla legge ad intervenire quando i cittadini segnalano la presenza di un animale in difficoltà, hanno lasciato morire questo povero cane. La bestiola è rimasta infatti per ore a guaire e lamentarsi, ma nessuno di coloro che avrebbero dovuto almeno provare a trarlo in salvo ha fatto qualcosa per toglierla da quella trappola. E dopo ore ed ore di atroce agonia l'animale è morto. Dov’erano le istituzioni? E i cittadini? Se è mancato il senso del dovere, che fine ha fatto il buon cuore? Fatti simili non sono accettabili e denotano la più totale mancanza di civiltà e di sensibilità». BRAMBILLA - «In rappresentanza della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente – ha commentato l’on. Michela Vittoria Brambilla - ho chiesto l’intervento della magistratura per individuare i responsabili ed accertare eventuali estremi di reato nei comportamenti omissivi di Asl e polizia locale. Andremo fino in fondo per individuare le responsabilità di chi ha permesso una morte così crudele e che poteva essere certamente evitata». «Insomma, chi ha sbagliato, deve pagare – ha concluso l’on. Brambilla - Non si può tollerare una simile indifferenza: in un Paese civile la vita di tutte le creature è un valore assoluto e un simile grado di arretratezza morale non rispecchia il grande cuore del paese. E noi non daremo più tregua a chi svolge con superficialità e pressapochismo il proprio lavoro, causando la morte di animali indifesi».

 


La notizia di per se è irrilevante, se non fosse che sottolinea an cora una volta la voglia di sollevare scandali da un nonnulla di queste associazioni Homofobe.

Quello che non smette mai di suscitarmi perplessità è la filosofia che sta dietro a queste associazioni, a queste persone.
Davvero, faccio fatica proprio a credere che questi individui siano veramente convinti di ciò che affermano e sostengono.

Tutti i loro ragionamenti vanno in cortocircuito da soli, basterebbe svilupparli un attimo per rendersene conto.

Totalmente assurda e fuori da ogni possibile ragionamento è l'accusa di "mancanza di umanità" che appare in una buona metà dei commenti.
Presupporrebbe che l'essere umano, e lui solo, possieda questa fantomatica "umanità" che non si capisce mai bene che cosa sia.
Quindi l'essere umano in fondo è diverso da tutti gli altri animali, ha un qualcosa in più, possiede addirittura questa "umanità" che tanto è mancata in questo episodio.
Si pone quindi, senza nemmeno accorgersene, nel modo più naturale possibile, come se fosse la cosa più scontata della terra, l'uomo su un piano differente da ogni altro animale.
Perchè non si sono mobilitati gli altri cani per salvare il loro simili? Ah, questi cani, che mancanza di canininità.
E i gatti? Qualcuno ha visto i gatti intervenire? Ah, scellerati, prorpio senza felinità, che scandalo, che disonore.
E i nematodi? Spettatori compiaciuti dello spettacolo non si sono degnato di muovere un dito, ops, la coda. Che mancanza di nematodità.
Non hanno alcun senso questi miei esempi, andrebbero bene in un libello di satira da quattro soldi, e lo capite bene anche voi perchè. Funziona solo con l'essere umano.
Mancanza di umanità assume un significato abbastanza preciso, forse non netto e definito, ma che si solleva dal piano dei comportamenti, si eleva sull'orizzonte verso qualcosa di più in alto.


Tutto questo però non può che scontrarsi con lo stesso pensiero animalista che anima questi movimenti.
L'uomo è un animale come tutti gli altri e non ha nessun diritto in più, anzi, ha meno diritti, di tutti gli altri animali, questo è il mantra che ripetono a pappardella.
L'uomo è semplicemente un animale.
Non ha nulla in più.
Se è più crudele che colpa ne ha? é un animale.
Se sfrutta gli altri animali che problema c'è? è solo un comportamento animale evolutosi naturalmente.
Se non salva il cane come gliene si può dare la colpa? Forse altri animali lo stavano per salvare? Perchè impegnarsi in un comportamento assolutamente contronatura?
It's evolution baby!

Non si può quindi accusare l'uomo di crudeltà ed essere animalisti, e questo non è che uno dei tanti ragionamenti che non si possono sostenere razionalmente.


Poi oh, mi dispiace per il cane e tutto il resto, ma la Brambilla veramenta non la posso vedere.
Eppure se non me la fanno vedere almeno ogni 2 giorni sembra che qualcuno ne soffra.

Ma quanto spazio mediatico ha questa qua? Altro che contro il sistema, questi qua si sono perfettamente integrati e ne fanno parte alla grandissima.

Homofobia.
Qualunque cosa succeda colpa degli esseri umani cattivi(ma è veramente possibile? se si come mai?), cancro del pianeta(tutti meno che me, io sono bravo e consumo poco), più crudeli di tutti gli esseri viventi(e quindi diversi? Ma diversi perchè divinamente eletti o solo evolutisi così? In qualunque caso, che colpa ne abbiamo?)




Il cane nessuno l'ha salvato dal catrame. Mi dispiace.

Ma chi salverà il mondo dal catrame culturale nel quale abbiamo già cominciato ad infilarci da soli?
Il cane resta un cane, non s'era accorto. Noi non siamo cani.

04 giugno 2012

Non invano hanno soffiato i venti


Non invano hanno soffiato i venti,
non invano c'è stata la tempesta.
Un misterioso qualcuno ha colmato
i miei occhi di placida luce.

Qualcuno con primaverile dolcezza
ha placato nella nebbia azzurrina
la mia nostalgia per una bellissima,
ma straniera, arcana terra.

Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi angoscia la paura delle stelle.
Mi sono affezionato al mondo e all'eterno
come al focolare natio.

Tutto in esso è buono e santo,
e ciò che turba è luminoso.
Schiocca sul vetro del lago
il papavero rosso del tramonto.

E senza volerlo nel mare di grano
un'immagine si strappa dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.

Sergej Aleksandrovic Esenin

 

 

 

 

La civiltà si fa in chiesa





Le discussioni teologiche sono sottili ma non magre. In tutta la confusione della spensieratezza moderna, che vuol chiamarsi pensiero moderno, non c’è nulla forse di così stupendamente stupido quanto il detto comune: «La religione non può mai dipendere da minuziose dispute di dottrina». Sarebbe lo stesso affermare che la vita umana non può mai dipendere da minuziose dispute di medicina. L’uomo che si compiace dicendo: «Non vogliamo teologi che spacchino capelli in quattro», sarebbe forse d’avviso di aggiungere: «e non vogliamo dei chirurghi che dividano filamenti ancora più sottili». È un fatto che molti individui oggi sarebbero morti se i loro medici non si fossero soffermati sulle minime sfumature della propria scienza: ed è altrettanto un fatto che la civiltà europea oggi sarebbe morta se i suoi dottori di teologia non avessero argomentato sulle più sottili distinzioni di dottrina. Nessuno scriverà mai una Storia d’Europa un po’ logica finché non riconoscerà il valore dei Concili, della Chiesa, quelle collaborazioni vaste e competenti che ebbero per scopo di investigare mille e mille pensieri diversi per trovare quello unico della Chiesa. I grandi Concili religiosi sono di un’importanza pratica di gran lunga superiore a quella dei Trattati internazionali, perni sui quali si ha l’abitudine di far girare gli avvenimenti e le tendenze dei popoli. I nostri affari di oggi stesso, infatti, sono ben più influenzati da Nicea ed Efeso, da Trento e Basilea, che da Utrecht o Amiens o Versailles. In quasi tutti i casi vediamo che la pace politica ebbe per base un compromesso: la pace religiosa invece si fondava su di una distinzione. Non fu affatto un compromesso dire che Gesù Cristo era vero Dio e vero Uomo, come fu invece un compromesso la decisione che Danzica sarebbe stata in parte polacca ed in parte tedesca: era bensì la dichiarazione di un principio la cui perfetta pienezza lo distingueva sia dalla teoria ariana, sia da quella monofisita. E questo principio ha influito e influisce tuttora sulla mentalità di europei, da ammiragli a fruttivendole, che pensano (sia pure vagamente) a Cristo come a qualcosa di Umano e Divino nello stesso tempo. Mentre il domandare alla fruttivendola quali siano per lei le conseguenze pratiche del Trattato di Utrecht sarebbe meno che fruttuoso. Tutta la nostra civiltà risulta da queste vecchie decisioni morali, che molti credono insignificanti. Il giorno in cui furono portate a termine certe note contese di metafisica sul Destino e sulla Libertà, fu deciso anche se l’Austria dovesse o no somigliare all’Arabia, o se viaggiare in Spagna dovesse essere lo stesso che viaggiare nel Marocco. Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l’oltraggiano. Nello stesso modo, allorché si stabilì la differenza tra il prestito legale e l’usura, nacque una vera e propria coscienza umana storica, che anche nello spettacoloso trionfo dell’usura, nell’età materialistica, non si è potuto distruggere. Quando san Tommaso d’Aquino definì il diritto di proprietà e nello stesso tempo gli abusi della falsa proprietà, fondò la tradizione di una schiatta di uomini, riconoscibili allora e ora, nella politica collettiva di Melbourne e di Chicago: e ciò staccandosi dal comunismo coll’ammettere i diritti della proprietà, ma anche protestando, in pratica, contro la plutocrazia. Le distinzioni più sottili hanno prodotto i cristiani comuni: coloro che credono giusto il bere e biasimevole l’ubriachezza; coloro che credono normale il matrimonio e anormale la poligamia; coloro che condannano chi colpisce per primo ma assolvono chi ferisce in propria difesa; coloro che credono ben fatto scolpire le statue e iniquo adorarle: tutte queste sono, quando ci si pensa, molto fini distinzioni teologiche. Il caso delle statue è particolarmente importante in questo argomento. Il turista che visita Roma è colpito dalla ricchezza, quasi sovrabbondanza, di statue che vi si trovano; or bene, il fatto dell’importanza dei Concili diviene ancora più impressionante quando tutto l’avvenire artistico di una terra dipende da una sola distinzione, e la distinzione stessa da un solo Uomo. Fu il Papa, solo, che rilevò la differenza tra venerazione delle immagini e idolatria. Fu lui solo a salvare tutta la superficie artistica dell’Europa e di conseguenza l’intera carta geografica del mondo moderno, dall’essere nuda e priva dei rilievi dell’Arte. Nel difendere quest’idea, il Pontefice difendeva il san Giorgio di Donatello e il Mosè di Michelangiolo, e com’egli fu forte e deciso in Roma così il David sta gigantesco su Firenze, ed i graziosi putti dei Della Robbia sono apparsi come squarci di azzurro e nubi nel Palazzo di Perugia, e nelle celle di Assisi. Se dunque una tale distinzione teologica è un filo sottile, tutta la Storia dell’Occidente è sospesa a quel filo; se non è che un punto di affermazione, tutto il nostro passato è in equilibrio su di affermazione, tutto il nostro passato è in equilibrio su di esso.  

Gilbert Keith Chesterton



Ed era circa 100 anni fa.

Leggete Chesterton.